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Calda, naturale o fredda: quale scegliere

La temperatura di colore si misura in kelvin e descrive il COLORE del bianco, non il calore che la lampada produce. È la scelta che cambia di più la percezione di una stanza, e la si sbaglia più spesso di quanto si sbagli la potenza.

Le quattro temperature di colore e gli ambienti a cui si addicono
La stessa stanza illuminata a 2700, 4000 e 6500 kelvin, affiancate
La stessa stanza, tre temperature. È il confronto che rende visibile la differenza: da sola, la luce fredda sembra solo assenza di caldo.

Le tre fasce

  • Fino a 3400 K — calda. Tende all'ambrato. Rilassa: camera, soggiorno, sale da pranzo, ristorazione.
  • Da 3400 a 4900 K — neutra. Il bianco più simile alla luce del giorno d'interno. Cucina, bagno, ufficio, corridoi.
  • Oltre 4900 K — fredda. Tende all'azzurro, tiene svegli. Laboratori, garage, magazzini, esterni tecnici.

L'errore che si vede da fuori casa

Mescolare due temperature nella stessa stanza. Due faretti a 3000 K e uno a 4000 K sullo stesso soffitto non sembrano «quasi uguali»: sembrano un guasto. Se sostituite una lampada in un ambiente esistente, controllate i kelvin di quelle che restano — è il dato che trovate sulla scheda di ogni nostro prodotto.

E se non riuscite a decidere

3000 K è la scelta che scontenta meno: abbastanza calda per un salotto, abbastanza neutra per non ingiallire una cucina. È anche la più diffusa a catalogo, quindi la più facile da rimpiazzare fra due anni.